Elena Spanò e il dick rating

Milano, 2002 – Prima cameriera, poi creator su OnlyFans: oggi Elena Spanò è una delle protagoniste del fenomeno del “dick rating”. Una carriera fuori dagli schemi che l’ha portata da un lavoro umile a guadagnare circa 15.000 euro al mese, trasformando un metodo provocatorio in business digitale.


Da barista a star di OnlyFans

Fino a poco tempo fa Elena lavorava come cameriera, ma ha deciso di abbandonare quel lavoro e lanciarsi nel mondo dell’intrattenimento per adulti. Su OnlyFans si è specializzata in un servizio particolare: il “dick rating”, ovvero la valutazione – spesso cruda e ironica – dell’organo sessuale maschile, dietro compenso. Lei stessa ha spiegato:

“Mi pagano e dico sempre la verità. Se ce l’hanno piccolo, li insulto pure”


I numeri, il pubblico e la famiglia

  • Ricavi: circa 15.000 euro netti al mese solo su OnlyFans
  • Pubblico: persone – talvolta autodefinitisi “schiavi” – inviano foto per ricevere commenti personalizzati e insulti su misura
  • Famiglia: sorprendentemente solidale. I genitori non solo accettano il suo lavoro, ma le danno consigli e la sostengono pienamente.

Elena ha dichiarato che il passato la ha lasciata indifferente a possibili ritorni: “Tornare a studiare? Mai. Voglio fare la vita da ricca”


Storie virali: il Dottor Bavaro e l’eco su TikTok

Un video particolarmente chiacchierato con il Dottor Bavaro – noto personaggio controverso sui social oversize – ha contribuito alla sua fama su TikTok. Trattasi di contenuti espliciti che hanno gonfiato ulteriormente la sua popolarità online.


Cosa c’è dietro il “dick rating”?

Il dick rating è una forma di interazione molto diretta e provocatoria: uomini pagano tra 50 e 200 euro (a volte anche di più) per ottenere dalla creator una valutazione del proprio pene – con schiettezza, ironia e volgarità volutamente esasperata. Un format ideato per chi vuole essere valutato e insultato su richiesta.


Significato sociale e riflessioni

Elena Spanò incarna un fenomeno culturale più ampio: l’esplosione del sex‑working digitale come strategia di riscatto e modello economico alternativo per i giovani. Un’attività che ridefinisce il corpo, il giudizio e la monetizzazione dell’intimità, contrastando le narrazioni tradizionali sul lavoro, la moralità e l’ambizione personale.